Insieme raccontiamo n. 17
Spendo poche parole per l'iniziativa di Patricia perché ormai la conoscono anche i sassi.
Vi rinvio semplicemente al suo post per ripassare le regole
Il suo incipit:
Era l’alba. Gli piaceva scendere in spiaggia a quell’ora. In giro non c’era ancora nessuno perché i vacanzieri erano andati a dormire da poco.
Il silenzio interrotto solo dalla voce del mare lo rasserenava.
Girovagando, aveva oltrepassato il promontorio. In una piccola baia seminascosta l’aveva trovata....
Il mio finale in 300 parole
… la nave relitta, come il suo cuore. Si ergeva sopra la sua
testa imponente, arrugginita dall’incessante esposizione al sole, all’acqua e
al sale che l’aveva corrosa in più punti.
Un granchio uscì dal relitto e si diresse in direzione del
mare. Un richiamo irresistibile anche per lui.
Sorrise tra sé al pensiero dell’ultima regata con Alex. L’emozione
di quella vittoria la sentiva ancora in gola, insieme ai muscoli doloranti per
la fatica. Si erano allenati duramente per raggiungere quel traguardo. Non era
stata una passeggiata; avevano rischiato di ribaltarsi per ben due volte, ma la
determinazione di Alex aveva avuto la meglio.
Urlava a squarcia gola, per
sovrastare il sibilo del vento. Non aveva parlato per giorni dopo la gara, ma la
felicità nei suoi occhi valeva più di mille parole. Aveva vinto lui, contro
ogni previsione. Lui e la sua “Madeleine”, così battezzata in onore della scomparsa
sorella, sbranata da uno squalo durante un’immersione mentre girava un documentario.
Una cosa sola erano lui e Madeleine. Avrebbe dovuto odiarlo il mare, eppure non
riusciva a stargli lontano.
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Dal web: regata velica in memoria di Giorgio Cassarino |
Sentì in lontananza la voce di Maria che lo chiamava e lo raggiunse
in pochi minuti.
“Cosa hai trovato Rob?”
“La voce dei ricordi Mari”
“In questo relitto? Mi pare più un titanic miracolosamente non
affondato, ma forse era meglio se affondava!” Rise da sola della sua battuta.
“Tutto bene Rob?”
“Si tesoro, stavo solo pensando … ”
“Ti manca Alex!”
“Mi manca tutto della mia vecchia vita Mari. Ora mi devo
accontentare di andare in pedalò” disse sospirando. “Guarda come mi sono
ridotto”
“Sei messo bene tesoro. Hai solo una gamba e un ginocchio
non più allineati con il resto del corpo ….”
“ … Per quel maledetto incidente in macchina!” concluse
seccamente Rob.
“Già, ma sarebbe potuto capitare anche in mare”
“Si, ma lui lo avrei perdonato!”
che bello! La frase finale, racchiude tutto un mondo!
RispondiEliminaGrazie azzurrocielo.
EliminaQuando si trovano le parole giuste, si riesce con poco a dire molto ;)
Marina
Bellissimo! Concordo con azzurrocielo. La frase conclusiva racchiude tutto un mondo! Quello del protagonista.
RispondiEliminaBrava!
Volevo fare qualcosa di breve, poi ho esteso il racconto per esercitarmi :D ;)
EliminaBaci Pat
Marina
Bellissimo, diretto, incisivo. Grazie per essere passata da me, così ho conosciuto il tuo bel blog e ora continuerò a seguirlo.
RispondiEliminaBaci, Francesca.
Grazie di tutto Francesca!
EliminaTi seguo con piacere anch'io 😊
Baci
Marina
Un finale delicato e toccante..., si riesce a perdonare solo ciò che si ama..., un caro saluto!!
RispondiEliminaDavide e Carmela
E' vero si perdona solo ciò che si ama, ci coinvolge e scuote nel profondo, proprio come sa fare il mare ;)
EliminaBaci e abbracci!
Marina
Ciao Marina, felice di averti letto.
RispondiEliminaStraordinario anche il tuo racconto, il mare sa essere spietato ma è difficile non restare affascinati e amarlo.
Ciao Anna, sarà il colore, le sue meraviglie sottomarine ed i suoi orrori a incantare, non so, certo che il mare non rimane indifferente ;)
EliminaPasserò a leggerti al più presto!
Un abbraccio
Marina
Il mare cattura...per questo lo si ama. Grazie x il tuo racconto
RispondiEliminaIl profondo blu. Com'è? Profondo e blu. Lo immaginavo! ah ah ah
EliminaTi ricorda qualcosa?
Prima o poi passerò a leggervi tutte ;)
Ciao
Marina